Scrittrice per Destino. Qui trovi le mie righe e le righe di qualcun altro, di scrittrici e scrittori che vivono o che hanno vissuto con libera espressione.
Laura Sacchini....blog: l'Amore prima di tutto!
Scrivere per emozionarsi, per condividere, per raccontare un pò di sé anche a te, sconosciuto che, attraversi questi fogli..
Vivo scrivendo...scrivo vivendo.
Vivo scrivendo...scrivo vivendo.
Qui c'è molto di quello che imparo ogni giorno.
Laura Sacchini
Laura Sacchini
Coach del Benessere in Herbalife Nutrition
Formazione e Vendita Integratori Naturali
giovedì 16 ottobre 2014
Le prime luci del mattino di Fabio Volo:
Smetti di fare una cosa e ti accorgi che attorno a te tutto è perfetto, il dono di un Dio meno distratto del solito. Tutto sembra sincero. La nascita di una nuova vita, l'alba di un cambiamento, qualcosa di profondo o semplice la conferma di un affetto tenuto nascosto, di un sentimento segreto, custodito in silenzio dentro di noi con pudore. O anche la fine di qualcosa, la fine di un momento, di un periodo difficile sempre più faticoso da sostenere. Quando terminano i respiri corti, lasciando spazio a uno lungo profondo che riempie e svuota il petto. In quei momenti non mi manca nulla.
Fabio Volo
"Le prime luci del mattino"
giovedì 9 ottobre 2014
Ho imparato che non importa quanto le persone sbagliano:
Perché non tutti i sorrisi profumano di sincerità. Qualcuno lo fa solo per circostanza.
Ho imparato che farsi dei programmi, compilare liste e tabelle, serve a ben poco. Se arriva un tornado, porta via tutto lo stesso. Anche se pensi di aver ancorato tutto. Anche se credi che, a te, proprio a te, non succederà mai.
Ho imparato che non importa quanto le persone sbagliano. Non sempre le persone sbagliano per cattiveria. E allora ti basterà guardarle negli occhi, guardarle a fondo, per capire se son dispiaciute.
Ho imparato che la vita è sottilissima, fragilissima, come un vaso di vetro soffiato. E anche se la riempi con cura, con dedizione, domani un colpo di vento
può buttarla giù. E non puoi fare niente. Non puoi evitarlo.
Ho imparato che non ha senso circondarsi di troppe persone, perché molte di quelle persone giocano solo il ruolo delle comparse, ma quelle che contano, quelle che t’ameranno sopra ogni cosa, le conterai su una sola mano.
Ho imparato che non occorre crucciarsi quando qualcuno non capisce ciò che provi a dirgli. Probabilmente non vuole capirlo. E le persone non si processano per questo. Si lasciano libere. Anche se libere vorrà dire lontane da noi.
E ho imparato che non ha senso, dopotutto, chiedersi se in qualche maniera, il destino interverrà per far capire qualcosa a chi ha finto di non capire. Non ha importanza. Conta ciò che abbiamo imparato noi.Ciò che ci ha resi diversi da quel che eravamo.
E ho imparato che anche quando la speranza ci è amica, e ci consola, quel che conta è tenere i piedi per terra, senza smettere di crederci mai. Perché probabilmente, il credere, ci fa da benzina, da linfa vitale, da appiglio, quando tutto rischia di andare in frantumi.
Ho imparato che farsi dei programmi, compilare liste e tabelle, serve a ben poco. Se arriva un tornado, porta via tutto lo stesso. Anche se pensi di aver ancorato tutto. Anche se credi che, a te, proprio a te, non succederà mai.
Ho imparato che non importa quanto le persone sbagliano. Non sempre le persone sbagliano per cattiveria. E allora ti basterà guardarle negli occhi, guardarle a fondo, per capire se son dispiaciute.
Ho imparato che la vita è sottilissima, fragilissima, come un vaso di vetro soffiato. E anche se la riempi con cura, con dedizione, domani un colpo di vento
può buttarla giù. E non puoi fare niente. Non puoi evitarlo.
Ho imparato che non ha senso circondarsi di troppe persone, perché molte di quelle persone giocano solo il ruolo delle comparse, ma quelle che contano, quelle che t’ameranno sopra ogni cosa, le conterai su una sola mano.
Ho imparato che non occorre crucciarsi quando qualcuno non capisce ciò che provi a dirgli. Probabilmente non vuole capirlo. E le persone non si processano per questo. Si lasciano libere. Anche se libere vorrà dire lontane da noi.
E ho imparato che non ha senso, dopotutto, chiedersi se in qualche maniera, il destino interverrà per far capire qualcosa a chi ha finto di non capire. Non ha importanza. Conta ciò che abbiamo imparato noi.Ciò che ci ha resi diversi da quel che eravamo.
E ho imparato che anche quando la speranza ci è amica, e ci consola, quel che conta è tenere i piedi per terra, senza smettere di crederci mai. Perché probabilmente, il credere, ci fa da benzina, da linfa vitale, da appiglio, quando tutto rischia di andare in frantumi.
Trovarsi e non perdersi è la vera favola d’amore
Trovarsi
e non perdersi è la vera favola d’amore:
Non
si tratta di un complotto ordito da qualche demone del caos. E’ la semplice
risultante delle comuni infelicità a produrre nuove infelicità. Per resistere
bisogna avere il fisico. Bisogna sapere sopportare senza compiangersi,
perdonare senza dimenticare e sacrificarsi senza covare risentimento, ma solo
il senso di una consapevole inesorabilità. In una parola, bisogna sapere amare.
Un’avventura ostinata che non prevede ricompense né riconoscimenti ufficiali,
spesso nemmeno da parte dell’oggetto del nostro amore. Solo la sensazione di
essere un po’ più vicini al cielo. Perché se l’amore è una discesa nel tempo
dell’eternità, non può limitarsi al miracolo dell’incontro e alla poesia
dell’istante. Deve per forza estendersi alla costruzione di qualcosa di
durevole. Trovarsi rimane una magia, ma è non perdersi la vera favola.
Massimo Gramellini
Scrittore
mercoledì 8 ottobre 2014
Ogni frutto ha il suo tempo:
Osservo il frutto di quest’albero che ho davanti: non è ancora
maturo.
Allora me ne prendo cura, lo coltivo, lo annaffio, tolgo i rami
secchi, lo espongo al sole.
Ci giro attorno come per proteggerlo ed incoraggiarlo.
Aspetto. Aspetto ancora. Aspetto che sia pronto.
Ognuno ha il suo tempo.
E anche la nostra vita lo ha.
Così i nostri Grandi Sogni.
Laura Sacchini
Proclamare l'Essere Umano patrimonio dell'Umanità: Silvano Agosti
Da circa quattro anni ho iniziato la ricerca di un
modo per raggiungere un
qualche funzionario competente dell’U.N.E.S.C.O. o delle Nazioni Unite e
riuscire a sapere attraverso quali mezzi poter ottenere che l’Essere Umano
rientri nella lista di quelli che possono essere ritenuti Patrimonio
dell’Umanità. Sono convinto che questo evento ridarebbe in egual misura
una dignità di base a qualsiasi abitante di questo pianeta, liberandolo dagli
angusti confini delle etnie, dei ruoli, delle sottomissioni a questo o quel
potere.
Ho
trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di esaminare la
condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano, pur presentandosi all’origine e alla nascita come
il massimo capolavoro della natura, è
di fatto ancora oggi la realtà più sottovalutata, più negata e più sottomessa e
oppressa da qualsiasi forma di potere e di reggenza presente sul
pianeta.
Nel
corso degli anni ho maturato la convinzione che sarebbe di
straordinario valore umanitario proclamare
ufficialmente l’Essere Umano, "Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente ufficiale e
planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della
natura.
Dev’esser
stato facile conquistare una tale ambita qualifica per la Pizza o il Tango o
perfino la Torre pendente di Pisa che l’hanno immediatamente ottenuta. Io in
questi quattro anni, dopo aver diligentemente fatto domanda e presentato i
documenti richiesti ho ricevuto soltanto una risposta sbrigativa e stizzita.
Silvano Agosti
Regista e Scrittore
Iscriviti a:
Post (Atom)




